CAMPI FLEGREI

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Importante

Non si assume alcuna responsabilità circa la interpretazione, prettamente  amatoriale, data agli eventi. Si ribadisce, pertanto, che lo scopo delle pagine che leggete è quello di stimolare un approfondimento del problema Vesuvio. Gli autori di questo sito, pertanto, declinano ogni responsabilità per errori nella interpretazione dei sismi, trattandosi, si ripete, di indicazioni amatoriali e non scientifiche. Per informazioni scientifiche e non amatoriali rivolgersi all'Osservatorio Vesuviano.


Situazione

Il semaforo riproduce in grafica lo stato attuale dei Campi Flegrei secondo quanto dovrebbe essere riportato nel Piano di emergenza in corso di redazione.
Verde=BASE, Giallo=ATTENZIONE, Arancione=PREALLARME, Rosso=ALLARME

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10/06/2016 DAL BOLLETTINO MENSILE
I Campi Flegrei mostrano sempre le anomalìe in atto ad alcuni anni ormai. Si parla ancora di un possibile massimo di valori raggiunto dalle anomalìe dei dati nel periodo 2013-2014.
 Noi dai grafici rileviamo che la CO e la temperatura di equilibrio CO-CO2 delle fumarole della Solfatara sono su nuovi massimi; inoltre, il 5 maggio ai Pisciarelli c'è stato un picco assoluto di massimo della temperatura arrivata a ben 117,6 gradi celsius.

Rimandiamo alla lettura del bollettino.



03/06/2016 - I CAMPI FLEGREI NON SCHERZANO: INPUT MAGMATICI, ACCOMPAGNATI DA SCIAMI SEMPRE PIU FREQUENTI, PORTANO A SOLLEVAMENTO SUOLO ED ANOMALIE GEODETICHE/GEOCHIMICHE DEGLI ULTIMI 10 ANNI. PAROLA DEL DR. GIOVANNI CHIODINI.

Dunque, torna a parlarci di Campi Flegrei ed anomalìe in atto il dr. Giovanni Chiodini. Per chi non lo sapesse, il dr. Chiodini è stato per anni il responsabile della Geochimica all'Osservatorio Vesuviano. Da alcuni mesi lavora presso INGV Bologna. E' uno dei massimi esperti in materia.

Dal testo dell'abstract del seminario che si terrà il 10 Giugno presso la sede dell'O.V., dal titolo
"Clues on the origin of the current accelerating deformation of Campi Flegrei caldera", si comprende come la situazione del vulcano Campi Flegrei richieda una specifica attenzione.

Il dr. Chiodini, per quanto si riesce ad apprendere dalla traduzione del solo abstract, afferma che le anomalie in atto nell'ultimo decennio hanno come  origine
comune l'afflusso di fluidi magmatici profondi verso la superficie. Il sollevamento del suolo in atto (noto volgarmente come "bradisismo"), è una deformazione vulcanica di orgine magmatica in accelerazione negli ultimi dieci anni. In particolare, il sollevamento è scindibile in due processi: uno di breve termine  dovuto strettamente ad iniezioni di fluidi magmatici nel sistema idrotermale ed uno di lungo periodo dovuto al progressivo riscaldamento delle rocce. Le intrusioni brevi di fluidi magmatici sono documentate dal confronto tra la composizione delle fumarole e le deformazioni del suolo.
Sembra inoltre sussistere un lasso temporale di circa 200 giorni tra le anomalìe geodetiche e quelle geochimiche e questo confermerrebe che la causa delle anomalìe ai Campi Flegrei è dovuta alla iniezione di fludi magmatici verso la superficie. Inoltre, nota il dr. Chiodini, vi è la presenza di sciami sismici, la cui frequenza è in aumento nel tempo,  che accompagnano questi episodi ("Seismic swarms, whose frequency is increasing in the time, accompanied each of this episode").
Rimettiamo qui il testo completo dell'abstract:


"An ascending magma batch, upon decompression, selectively releases dissolved volatiles depending on their solubilities so that, while barely soluble CO2 dominates “deep” degassing, more soluble H2O prevails at shallow depths. This selective release of volatiles from magma implies that heat transfer to overlying hydrothermal systems exhibit a non-linear pressure dependence. By applying a gas-melt degassing model, we find that there is a narrow pressure interval (CDP, critical degassing
pressure) over which the total amount of separated fluid and of the associated thermal energy steeply increases by more than one order of magnitude. Evidence of critical degassing, and consequent heating of the hydrothermal system, are clear at Campi Flegrei caldera (CFc) which is currently affected by a ten years long, accelerating deformation. The CFc deformation pattern is here explained with the overlapping of two processes: short time pulses that are caused by injection
of magmatic fluids into the hydrothermal system, and a longer time process of heating of the rock. The short pulses were highlighted by comparing fumarolic compositions and ground deformations. The two independent data sets show the same sequence of anomalous peaks with a delay of ∼ 200 days of the geochemical signal with respect to the geodetic signal. This correspondence strongly support the occurrence of episodes of magmatic fluid injection into the hydrothermal system
feeding the fumaroles of Solfatara. Seismic swarms, whose frequency is increasing in the time, accompanied each of this episode. The heating of the hydrothermal system, which parallels the long-period accelerating curve, is inferred by temperature–pressure gas geoindicators. Referring to a recent interpretation that relates variations in the fumarolic inert gas species to open system magma degassing, we infer that the heating is caused by an enrichment in water of the magmatic
fluids, in addition to an increment in their flux and an increased frequency of the degassing events. A physical numerical model of the injection of magmatic fluids into the hydrothermal system nicely reproduces many of the observed data including the thermal evolution independently inferred from the fumarolic composition."

Link al sito INGV OV dove è scaricabile anche la locandina dell'evento.
 

14/05/2016
Campi Flegrei
Dal bollettino mensile poche novità, se non la circostanza che la CO fa segnare un nuovo massimo assoluto da quando viene monitorato (1983) ed il rapporto CO2/H2O si mantiene vicino ai masismi assoluti.
Confermato, ovviamente, il sollevamento del suolo. Rimandiamo al bollettino mensile.
Con riferimento a quello settimanale, confermato l'aumento del tasso di sollevamento e la registrazione di 15 terremoti a bassa/bassissima magnitudo.
Rimandiamo al bollettino.



24/03/2016 SCIAME SISMICO AI FLEGREI
Ore 13.45
Un breve sciame sismico è stato registrato ai Flegrei pochi minuti fa. Intorno alle ore 12.00 ore locali, sono stati registrati tre eventi con mtd tra 0.5 e 0.6. L'epicentro è poco a sud della Solfatara / Accademia Militare, zona via Napoli. La profondità è intorno a 1.2/1.7km.

Postiamo un sismogramma con evidenziazione in rosso degli eventi e catalogazione INGV Napoli che è stata quasi immediata.




23/03/2016
Dal bollettino mensile di febbraio non emergopno variazioni apprezzabili nei dati rilevati. Permangono tutte le anomalìe che giustificano il permanere a livello di "attenzione".

10/02/16
Per i Campi Flegrei, notiamo dal bollettino mensile(gennaio 2016)  che vi è  un cambiamento morfologico alla fumarola Pisciarelli, con uno sprofondamento. I dati dei parametri geochimici misurati confermano le forti anomalìe in atto, con valori sui massimi di periodo, sia per le temperature che per il flusso di CO2. Permane, altresì, il trend al rialzo del sollevamento del suolo.




12/12/15
+++ TERREMOTI AI FLEGREI +++
Le due scosse principali sono state registrate alle 15.03.45 ed alle 15.04.18 secondi circa.  Altri terremoti sono stati registrati nei giorni scorsi come da catalogo Plinio nei giorni 2 e 3 dicembre, ma di mtd nettamente inferiore (DA -0.8 A + 0.2). Gli eventi sonmo stati catalogati con mtd pari a 0.5 e 0.3 con 1km di profondità ed epicentro in area sud Solfatara, via Napoli.

Eccovi le catalogazioni dal 1 dicembre (catalogo Plino INGV NAPOLI):

Tempo origine (UTC) Magnitudo Latitudine N Longitudine E Profondità (km)
2015/12/12 14:04:18 0.3 40.8205 14.1345 1.00
2015/12/12 14:03:45 0.5 40.8240 14.1400 1.00
2015/12/03 16:35:50 -0.1 40.8245 14.1430 0.64
2015/12/03 02:25:41 -0.8 40.8240 14.1302 0.78
2015/12/03 02:24:26 0.2 40.8268 14.1295 0.89
2015/12/02 18:01:40 -0.5 40.8220 14.1410 0.53




Avevamo sottolineato, in news sul sito, che i parametri geochimici ai Pisciarelli restavano su livelli anomali. Ci attendiamo, ora, come accaduto in passato, una ripresa del trend di sollevamento del suolo.
Sismogramma eventi di oggi pomeriggio Flegrei:

GD



11/12/15 DAL BOLLETTINO MENSILE DI NOVEMBRE
Rimandiamo al bollettino rilasciato da OV. Vengono riportati ed evidenziati i dati della temperatura in profondità relativi al pozzo CFDPP di Bagnoli che ha mostrato una riduzione di circa 3 gradi centigradi dalla fine di ottobre 2015.
Noi rileviamo che i dati relativi alla geochimica (composizione dei gas e temperatura) delle fumarole Solfatara e Pisciarelli si mantengono su valori elevati in linea coi dati anomali degli ultimi mesi rientrando nel trend al rialzo degli ultimi anni.


11/10/15 - SCIAME SISMICO DEL 7 OTTOBRE
SCOSSE AVVERTITE DALLA POPOLAZIONE - EVACUATE SCUOLE

Ore 20.00 - OV CATALOGA EVENTI SU PLINIO E FORNISCE UN LINK AGGIUNTIVO
Ecco gli eventi dello sciame catalogati (fonte: http://www.ov.ingv.it/ov)
Gli eventi hanno ipocentri tra 1 e 2km di profondità, tranne alcuni di poco superiore ai 2km.
Tempo origine (UTC) Magnitudo Latitudine N Longitudine E Profondità (km)
2015/10/07 09:16:24 1.1 40.8233 14.1472 1.32
2015/10/07 09:10:50 2.5 40.8250 14.1503 1.53
2015/10/07 08:49:08 1.1 40.8237 14.1487 1.71
2015/10/07 08:13:51 2.3 40.8263 14.1465 2.26
2015/10/07 08:02:52 1.3 40.8232 14.1468 1.15
2015/10/07 07:59:16 1.1 40.8233 14.1483 1.08
2015/10/07 07:59:08 0.7 40.8243 14.1520 1.70
2015/10/07 07:54:13 2.0 40.8268 14.1483 2.25
2015/10/07 07:37:40 2.2 40.8260 14.1467 2.11
2015/10/07 07:31:33 1.9 40.8242 14.1478 1.75
2015/10/07 07:26:18 1.0 40.8272 14.1440 1.73
2015/10/07 07:24:55 1.2 40.8257 14.1465 1.52
2015/10/07 07:20:34 1.5 40.8247 14.1477 2.05

 Questa la mappa ufficiale INGV degli eventi:




Ore 15.30 INGV NAZIONALE SALA SISMICA PUBBLICA I TERREMOTI PIU RILEVANTI DELLO SCIAME - PRIMA VOLTA DA SEMPRE - LO SCIAME SISMICO SEMBRA ESSERSI ARRESTATO

Nella tabella che segue i terremoti più rilevanti registrati nello sciame sismico occorso ai Flegrei. Si badi. Per la prima volta è la sala sismica a pubblicare terremoti del circuito INGV OSSERVATORIO VESUVIANO DI NAPOLI con qualunque magnitudo.

Dunque quello che abbiamo da sempre sostenuto è vero. INGV NAZIONALE può pubblicare anche i terremoti del Vesuvio, come avviene normalmente per l'Etna. Dunque ci aspettiamo che finalmente non ci sia piu alcun impedimento all'accesso ai terremoti vesuviani e che questi vengano catalogati in tempo quasi reale come avviene per gli altri vulcani e le altre aree sismiche italiane.



Data e Ora (UTC)  Magnitudo  Provincia/Zona 
2015-10-07 09:10:50 2.5 Napoli
2015-10-07 08:13:51 2.3 Napoli
2015-10-07 08:11:22 1.7 Firenze
2015-10-07 07:54:13 2.0 Napoli
2015-10-07 07:37:40 2.2 Napoli
2015-10-07 07:31:32 1.9 Napoli
2015-10-07 07:20:34 1.5 Napoli



Ore 11.40 - COMUNICATO DIRETTORE SULLO SCIAME - RIPRISTINATA FUNZIONALITA' SITO O.V. INGV NAPOLI

COMUNICAZIONE DEL DIRETTORE

Napoli, 7 Ottobre 2015 ore 11:40

A partire dalle ore 07:20 GMT (9:20 ora locale) è stata registrata attività sismica in forma di sciame nell'area dei Campi Flegrei. Al momento il numero di eventi è di 31. La magnitudo massima è pari a 2.5. L'area interessata dallo sciame è quella di Pisciarelli-Solfatara. Le profondità degli eventi sono comprese tra i 2 e i 3 km sotto il livello del mare.



Ore 11.30 - PROSEGUE LO SCIAME.


Il vulcano Flegreo alza la voce. Avevamo segnalato da tempo che era in atto un aumento del sollevamento del suolo.

Molti di questi terremoti sono stati avvertiti distintamente dalla popolazione. Portale INGV Osservatorio Vesuviano inaccessibile mentre scriviamo. Altra cosa scandalosa!!!
Eccovi i sismogrammi al momento in cui scriviamo.






24/9/15
 BREVI OSSERVAZIONI SUL SOLLEVAMENTO DEL SUOLO NELL'AREA FLEGREA ED I RISCHI CONNESSI

Leggiamo, a volte, dichiarazioni rassicuranti sull'argomento in parola. Si dice spesso che il sollevamento in atto dal 2012 è solo di qualche decina di centimetri e, dunque, nessun problema. Leggiamo ancora che tale sollevamento è irrisorio se confrontato con le crisi bradisismiche passate (anno 1985, ad es.) quando il suolo si sollevò anche di qualche metro.

Ma davvero si può stare tranquilli? Questa lettura è corretta?
Assolutamente no!

Chi legge conosce bene la storia delle  ultime vicende legate ai Flegrei. Da dicembre 2012 sono in stato di "attenzione", ma non perché ci sia qualcuno che ha paura, semplicemente perché i dati complessivi del monitoraggio indicano che qualcosa è cambiato.

Ora, in questa sede, sottoponiamo all'attenzione del lettore un grafico che ci racconta la storia dell'area flegrea.





Il grafico mostra come il suolo Flegreo si innalzò dall'anno mille circa al 1538 quando diede vita all'ultima eruzione dei Flegrei, nota come eruzione del Monte Nuovo.


Dal 2000 in poi, è notorio, il suolo ha continuato, ad alterne vicende, ad innalzarsi, con passo più deciso dal 2005. Si tratta, certo, di sollevamento dell'ordine di decine di cm e non di metri. Tuttavia dal 2012, secondo un recente studio a firma di studiosi INGV, il sollevamento è strettamente collegabile all'arrivo e spinta in superficie, fino a 3km, di magma.
La riprova è nei dati geochimci, estensione delle fumarole, comparsa di nuove fumarole in località Pisciarelli con temperature al di sopra dei 110 °C.

Altro grafico col quale, precisiamo, non intendiamo terrorizzare alcuno, ma che semplicemente deve far riflettere.

Il grafico mette a confronto il sollevamento del suolo in atto in alcune aree vulcaniche (a caldera, come quella Flegrea) nel mondo.

Vi ritroviamo, oltre ai Nostri Campi Flegrei, anche il vulcano Rabaul di cui avevamo evidenziato un'eruzione improvvisa sul Nostro vecchio sito del 1999, nonché lo Yellowstone e  Long Valley.





Il Rabaul (che è una caldera) eruttò dopo un lungo periodo di quiescenza (51 anni circa), con pochissimo preavviso (sembra poche ore prima) il 19 settembre 1994. La caldera entrò in crisi improvvisa dopo un lungo periodo di sollevamento del suolo e sciami sismici che accompagnavano episodi di sollevamento più rapidi (anni 1983-84), alternati a periodi più blandi.



Nella foto dell'eruzione del Rabaul presente sul vecchio sito del 1999 è ben visibile a sinistra un'esplosione freatica con vapore bianco e, a destra, l'eruzione principale con plume grigio.


GD

* * *

Stralcio tratto da una pubblicazione del 2013  (http://www.amracenter.com)

Formattazione testo a cura di Giuseppe D’Aniello per Meteovesuvio – Marzo  2015.

 

Cosa sta avvenendo al di sotto dei Campi Flegrei

Autori: Lucia Civetta, Roberto Moretti, Giovanni Orsi, Ilenia Arienzo, Massimo D’Antonio

Dati geologici dei Campi Flegrei sia di superficie che di sottosuolo (quest’ultimi raccolti tramite perforazioni) e dati geofisici evidenziano che la caldera dei Campi Flegrei – un’ampia depressione prodotta da collassi correlati alle eruzioni di grande magnitudo dell’Ignimbrite Campana e del Tufo Giallo Napoletano, avvenute rispettivamente 39.000 e 15.000 anni fa – è riempita da depositi piroclastici con intercalati sedimenti marini e continentali fino ad una profondità di circa 2 km. Rocce più dense, termometamorfosate, sature in fluidi bifase (acqua e gas) sono localizzate tra 2 e 3 km di profondità. A profondità ancora maggiori, i risultati di un’indagine basata sulla propagazione delle onde sismiche, la tomografia sismica di velocità, suggeriscono la presenza del basamento calcareo, a circa 5 km di profondità, e, a circa 8 km di profondità, di uno strato caratterizzato da una bassa velocità di propagazione delle onde sismiche, dello spessore di circa 1 km, interpretato come una zona parzialmente fusa. Esso dovrebbe corrispondere al serbatoio magmatico profondo identificato dagli studi petrologici sui prodotti delle eruzioni flegree degli ultimi 15.000 anni, localizzato a circa 8-10 km di profondità, e considerato parte del complesso sistema magmatico che ha alimentato il vulcanismo recente dei Campi Flegrei (Figura 1). I magmi eruttati ai Campi Flegrei hanno una composizione chimica e mineralogica variabile, che si riflette in una variabilità del contenuto in SiO2, dal 52 al 62% in peso, dei prodotti vulcanici. In accordo con i dati petrologici, negli ultimi 15.000 anni il sistema magmatico flegreo è stato caratterizzato da almeno due serbatoi localizzati a diversa profondità (Figura 1): un serbatoio profondo (8-10 km), dove magmi di composizione meno differenziata, cioè meno ricca in silice, risiedevano, cristallizzavano e degassavano, e da cui raggiungevano la superficie terrestre risalendo lungo porzioni dei sistemi di faglie e fratture a direzione NE-SO bordanti la caldera più recente dei Campi Flegrei, o risalivano a minore profondità per formare uno o più serbatoi “superficiali” (4-5 km di profondità), dove stazionavano e subivano ulteriori processi di differenziazione e di mescolamento con magmi parzialmente cristallizzati, prima di eruttare. La parte ancora attiva della caldera dei Campi Flegrei comprende, inoltre, un sistema idrotermale ben sviluppato e attivo, le cui manifestazioni superficiali sono concentrate nelle aree maggiormente interessate dal vulcanismo e dalla deformazione negli ultimi 5.000 anni. Le manifestazioni più importanti sono quelle di La Solfatara (Figura 2) e di Pisciarelli. Le perforazioni effettuate negli ultimi decenni hanno inoltre evidenziato numerosi serbatoi geotermici tra 1 e 3 km di profondità, il più profondo dei quali contiene fluidi salini ad alta temperatura (350-400°C). È necessario che gli approcci puramente probabilistici, fondamentali nel decidere le soglie caratteristiche del fenomeno di unrest siano accompagnati da valutazioni deterministiche d’insieme delle variazioni osservate nei segnali geofisici e geochimici all’interno di un’unica ipotesi di riferimento compatibile con la dinamica degli ultimi 5.000 anni dei Campi Flegrei nota su base vulcanologica oltreché storica.

L’applicazione di un’altra tecnica sismica, la tomografia sismica di attenuazione, ha evidenziato la probabile presenza di un piccolo volume di materiale parzialmente fuso (camera magmatica superficiale; Figura 1) a 3-4 km di profondità al di sotto della porzione della caldera dei Campi Flegrei che ha subito il massimo sollevamento durante il bradisismo del 1982-84, e che viene considerato da molti ricercatori il residuo del corpo magmatico che si è intruso durante quell’evento. Questa interpretazione è in accordo anche con le alte temperature misurate nei pozzi geotermici, che registrano valori di circa 400° C a 3 km di profondità, e con le composizioni dei fluidi emessi negli anni Ottanta a La Solfatara e a Pisciarelli, caratterizzate da un elevato contenuto in gas magmatici. Quest’ultima caratteristica è stata spiegata con la presenza di un corpo magmatico sottostante in degassamento, che rilascia H2O, CO2 e gas acidi nel sistema idrotermale, la cui base è a circa 2,5 km di profondità, Figura 1. Sketch geo-vulcanologico del sistema magmatico alimentante l’eruzione di Agnano Monte Spina (a), elaborato utilizzando i risultati delle tomografie sismiche (b, c) per definire l’architettura del sistema magmatico dei Campi Flegrei. Tale sistema può rappresentare un’utile approssimazione per ipotizzare scenari presenti e futuri in cui il magma e i suoi gas interagiscono con il sistema idrotermale. Figura 2. La Solfatara. (a) Sistema magmatico dell’eruzione di Agnano Montespina (b) Tomografia sismica di velocità (c) Tomografia sismica di attenuazione a condizioni di P e T vicine al punto critico dell’acqua. I fluidi magmatici, mescolandosi con le acque meteoriche che in profondità sono sature di CO2 e costituiscono la vera e propria componente idrotermale, generano una plume ascendente di gas caldi che in risalita condensa vapore. Tali condensati contribuiscono fortemente alla circolazione idrica sotterranea, dando origine ad una falda che in parte emerge nella piana di Agnano. Bisogna sottolineare che gli importanti flussi di CO2 misurati nell’area (in media 1.500 tonnellate al giorno solamente a La Solfatara, per circa 0,5 km2 di estensione) mostrano che l’intero processo è sostenuto da una sorgente di fluidi difficilmente conciliabile con un piccolo serbatoio magmatico sub-superficiale, come dedotto dalle analisi delle deformazioni del suolo e delle variazioni gravimetriche registrate negli anni 1982-85, dai risultati delle indagini della tomografia sismica di attenuazione e da dati isotopici e calcoli termodinamici. Tutti questi studi hanno suggerito che l’intrusione magmatica superficiale responsabile dell’evento bradisismico del 1982-85 avesse un volume di circa 2,1x10^7 m3, fosse satura in componenti volatili e presentasse una fase gassosa essolta, tale per cui la sua densità sarebbe stata di circa 2.000 kg m-3. Sulla base degli stessi dati, si ritiene che tale intrusione fosse già largamente cristallizzata 20-30 anni dopo la sua messa in posto, dopo essere stata la sorgente dei gas immessi nel sistema geotermale, e avere contribuito significativamente con il suo degassamento alle emissioni fumaroliche. Utilizzando quale contenuto iniziale di gas dell’intrusione magmatica del 1982-85, il contenuto in gas determinato per i magmi alimentanti le eruzioni flegree delle ultime migliaia di anni, quali ad esempio quella di Agnano-Monte Spina avvenuta 4.600 anni fa, sono state calcolate quantità e composizione chimica dei gas essolti durante il progressivo raffreddamento e cristallizzazione. Tale processo dovrebbe aver prodotto gas progressivamente impoveriti in CO2 e arricchiti in H2O, H2S e SO2 (quest’ultimo facilmente rimosso dal sistema idrotermale). Tuttavia il chimismo attuale delle fumarole non fornisce riscontro a questa evoluzione, pur mostrando variazioni ascrivibili a un ingresso di nuovi gas magmatici. Quanto descritto dimostra che, benché il corpo magmatico superficiale debba avere avuto un’azione importante nell’iniettare gas nel sistema idrotermale sovrastante e nelle fumarole, il solo suo degassamento non riuscirebbe a spiegare le caratteristiche composizionali delle emissioni fumaroliche di La Solfatara e le relative variazioni temporali. Esse sarebbero coerenti con il coinvolgimento di almeno due sorgenti di degassamento magmatico che differiscono in ubicazione (superficiale e profonda), dimensioni e storia di raffreddamento/cristallizzazione, operanti dopo la messa in posto del corpo magmatico superficiale. La diversa solubilità dei gas in questi due corpi (essenzialmente a causa delle differenze di carico, temperatura e grado di cristallizzazione) fa sì che il corpo superficiale dovrebbe essere stato periodicamente infiltrato e “ricaricato” da gas ricco in CO2, di provenienza profonda. L’implicazione che ne deriva è che il contributo alle fumarole dalla sorgente magmatica superficiale, in via di cristallizzazione, deve essere diminuito progressivamente fino a diventare trascurabile, lasciando, durante gli ultimi anni, il solo contributo della sorgente più profonda, che probabilmente coincide con il grande serbatoio magmatico localizzato a 8 km di profondità al di sotto della caldera dei Campi Flegrei. Un tale processo si manifesta nel diverso pattern mostrato dopo l’anno 2000 dalla composizione dei gas fumarolici, dal continuo aumento della frazione dei gas magmatici emessi, e potrebbe essere compatibile con la dinamica dell’unrest in atto, marcata da un lento ma continuo sollevamento del suolo.

Nell’ambito di una tale evoluzione, la domanda da porsi per ipotizzare possibili scenari futuri è: «Qual è il destino del corpo magmatico superficiale che ha probabilmente causato l’episodio bradisismico del 1982-85 ai Campi Flegrei?».

Gli scenari possibili sono tre:

 1. Persistenza del solo degassamento profondo: il corpo magmatico superficiale, messo in posto all’inizio del 1982 a circa 4 km di profondità, da quel momento ha iniziato a cristallizzare e degassare, e ha alimentato il sistema idrotermale con una miscela di gas di composizione variabile. Dopo circa 30 anni esso è completamente cristallizzato, e il sistema idrotermale è alimentato solamente e direttamente dai gas profondi rilasciati dal magma localizzato a 8 km di profondità (Figura 3).

2. Il corpo magmatico superficiale cristallizzato, subisce una rifusione a causa dell’arrivo dei gas profondi (in funzione del loro flusso e della loro entalpia) e il suo degassamento, una volta rifuso, alimenta il sistema idrotermale sovrastante. Tale scenario prevede che la sorgente della deformazione attuale sia a 4-5 km di profondità, e sul medio-lungo termine il ritorno a un chimismo dei gas delle fumarole simile a quello del 1982-85.

 3. Magma del serbatoio profondo, localizzato a 8 km di profondità al di sotto dei Campi Flegrei, risale verso il corpo magmatico intruso a relativamente bassa profondità, parzialmente o totalmente cristallizzato. Anche in questo caso, sul medio e lungo termine, si prevede il ritorno a un chimismo dei gas delle fumarole simile a quello del 1982-85.

Va considerato che dati petrologici sui prodotti delle eruzioni flegree mostrano che queste, nella maggior parte dei casi, avvengono dopo episodi Figura 3. Sketch dello scenario che prevede degassamento profondo (da 8 km) e risalita dei gas attraverso l’intrusione magmatica superficiale cristallizzata e permeabile (modificata da Zollo et al. (2008). di arrivo di nuovo magma profondo ricco in gas e susseguente mescolamento con magmi residenti nel sistema superficiale. Questo dato potrebbe suggerire che l’arrivo a circa 4-5 km di profondità di un magma profondo, e il mescolamento con il magma cristallizzato residente, potrebbero innescare una nuova eruzione. Questi tre scenari hanno implicazioni estremamente contrastanti per la pericolosità vulcanica, e possono essere valutati al meglio considerando i relativi segnali geofisici che dovrebbero essere generati. Ad esempio, anomalie gravimetriche relative all’arrivo di una nuova massa di magma sono possibili solo nello scenario 3, mentre gli scenari 1 e 2 potrebbero benissimo richiedere tassi di sollevamento del suolo relativamente bassi rispetto a quelli osservati durante la fase iniziale dell’evento bradisismico del 1982-85. D’altro canto, le anomalie geochimiche possono trovare immediato riscontro all’interno di tutti questi scenari, tenendo conto delle sorgenti di fluidi a diversa profondità, menzionate in precedenza.

 Per concludere, risulta importante che gli approcci puramente probabilistici, fondamentali nel decidere le soglie caratteristiche del fenomeno di unrest (ad esempio, unrest idrotermale verso unrest magmatico), siano accompagnati da valutazioni deterministiche dell’insieme delle variazioni osservate nei segnali geofisici e geochimici all’interno di un’unica ipotesi di riferimento compatibile con la dinamica recente (ultimi 5.000 anni) dei Campi Flegrei, nota su base vulcanologica oltreché storica.


SPECIALE EVENTO DEL 30-10-14

31/10/14

CAMPI FLEGREI
L'Osservatorio ha pubblicato il bollettino settimanale relativo al periodo 21-28 ottobre. Si evidenzia la registrazione di 14 ettremoti concentrati per lo più nello sciame del 25 ottobre e la ripresa del sollevamento del suolo. Nulla è detto sulla geochimica. Sarà curioso vedere, col rilascio del prossimo bollettino, cosa sta accadendo al sollevamento del suolo e, soprattutto, come verrà descritto l'evento di mtd 1.9 di ieri che ha avuto una forma d'onda stranissima. Si nota, infatti, dapprima un evento improvviso durato pochi secondi, poi una pausa di 4 secondi e l'evento cui è stata attribuita la mtd di 1.9. La popolazione, come si legge nell'articolo che postiamo qui, ha avvertito i due eventi distinti e separati. Lascia perplessi come il primo segnale non abbia una fase discendente di distribuzione omogenea dell'onda, ma praticamente termini d'un colpo. Lo si può osservare nel dettaglio qui allegato. Potrebbe trattarsi di un cattivo funzionamento del sismografo? Oppure si deve dar credito all'articolo che parla di due eventi distinti? L'Osservatorio, in effetti, cataloga due eventi: uno di mtd N.D. alle ore 12.45.47 e, dopo 4 secondi, quello con mtd 1.9. Il primo è forse un'esplosione? Ripetiamo, sorprende il vuoto asosluto di segnale tra i due eventi e le nostre sono semplici supposizioni. Eccovi uno zoom dell'evento:


Attendiamo il prossimo bollettino per avere delucidazioni.

Ore 14.05
CAMPI FLEGREI - Probabile terremoto di media intensità.

Alle ore 13.54 locali è stato registrato dal sismografo della stazione STHV dell'Osservatorio Vesuviano un evento ai Campi Flegrei che sembra essere di intensità superiore a quelli registrati negli ultimi periodi. Lesistenza di un vuoto temporale nella registrazioen dell'evento ci fa essere cauti circa l'attribuzione del segnale ad una effettiva onda sismica. Tuttavia, se di terremoto si tratta, è evidente che esso si discosta, per intensità, dagli ultimi terremoti rilevati ai Flegrei. Nessuna catalogazione da parte dell'Osservatorio, per ora.
Riportiamo qui il sismogramma evento.
Ore 14.30
Mentre scrivavamo la news l'Osservatorio ha catalogato l'evento come terremoto di mtd 1.9 con profondità a 1.8 km circa. L'evento è stato localizzato in zona Solfatara. Riportiamo a questo link la catalogazione fatta dall'Osservatorio.
Seguiremo la situazione passo passo. Ricordiamo che i Flegrei sono in fase di attenzione e che non esiste un piano di evacuazione operativo per la popolazione. Ricordiamo ancora che il medesimo Osservatorio Vesuviano si trova in zona rossa Flegrei e che dovrebbe essere evacuato in caso di riattivazione del vulcano flegreo.
Questa è l'Italia.
L'Osservatorio è anche in ritardo con la pubblicazione del Bollettino settimanale dei Flegrei periodo 21-28 ottobre.
Ore 15.30
Pubblichiamo qui il grafico della magnitudo dei terremoti Flegrei storico dal 2000 al 2014. L'evento di oggi è uno tra i più energetici e si inserisce in un quadro complessivo di ciriticità che richiede la massima attenzione.


Aggiornamento ore 19.45
Pubblichiamo qui la nuova catalogazione degli eventi effettutata dall'Osservatorio. Troviamo altri eventi di piccola magnitudo registrati in adata odierna.

Settembre 2014

Proseguono le anomalìe registrate nei mesi scorsi con sollevamento del suolo e significative concentrazioni di gas magmatici nelle fumarole, soprattuto quella dei Pisciarelli dove lo stato dei luoghi mostra evidenti e significativi cambiamenti con aumento dei campi fumarolici e temperature delle fumarole in aumento. Riportiamo i link ai bollettini mensili dei vulcani Campani che sono gli unici dove l'Osservatorio rilascia i dati della geochimica.

Bollettino settembre 2014 -

AGOSTO 2014

03/08/2014 - Registrati nuovi terremoti al vulcano Campi Flegrei. Gli eventi, ben visibili nel sismogramma, sono stati registrati alle ore 18 e 26 secondi circa. E' chiaramente visibile un evento seguito da altri due. Non escludiamo che siano in atto altri eventi non facilmente visibili sul sismogramma reso disponibile dall'Osservatorio. Rimaniamo in attesa delle catalogazioni.  Riportiamo qui il sismogramma di probabili eventi che hanno preceduto le scosse sopra evidenziate.
Seguiremo passo passo la situazione. Seguiteci anche sulla pagina Facebook
METEOVESUVIO

LUGLIO 2014

GRAFICO SOLLEVAMENTO SUOLO A GIUGNO 2014 - Fonte Osservatorio Vesuviano - Bollettino Luglio 2014

Dettagli sul piccolo sciame sismico deil vulcano Campo Flegrei dei gg.30 e 31 luglio.
Si è trattato di sette eventi registrati nel tardo pomeriggio del giorno 30-7-14 (ore 18 circa) e di  due eventi registrati nella prima mattinata del giorno 31 ed uno nel tardo pomeriggio, per un totale di dieci terremoti. Gli eventi del 30 hanno avuto tutti una magnitudo negativa compresa tra -1.6 circa e -0.5, così come gli eventi del 31 che hanno avuto una magnitudo negativa tra -1.6 -0.8 circa. Per alcuni l'Osservatorio ha individuato anche epicentro e profondità, come riportato nella news del giorno 1-8-14.  
Ore 08.00
Breve sequenza sismica al vulcano Campi Flegrei.
Ore 19.45 Come avevamo anticipato nella news di ieri e (vedasi il relativo sismogramma), si sono verificati una serie di terremoti ai Campi Flegrei, come da elenco che segue (fonte sito Osservatorio Vesuviano). Gli eventi sono tutti di bassissima magnitudo ma, come sappiamo, essendo la situazione ai Campi Flegrei a livello di "attenzione", la mini sequenza sismica dimostra che la dinamica in atto non si è affatto fermata. Vedremo coi prossimi bollettini se ci sarà stata, coem ci pare di poter leggere anche dagli spostamenti individuabili nell'ultimo bollettino, un ulteriore sollevamento del suolo e se i parametri geochimici continueranno a risultare fortemente anomali. Insomma, lo stato del vulcano Campi Flegrei continua a destare preoccupazione e richiede la massima attenzione. Ricordiamo che non esiste un definitivo ed ufficiale piano di evacuazione della popolazione Flegrea. A questo link, sul sito della protezione civile, si ammette candidamente che il Piano di evacuazione definitvo NON esiste, né viene fornito, ovviamente, un link dove poter scaricare il predetto Piano. Sul sito dell'Osservatorio Vesuviano, ancora oggi 1-agosto-2014, nella pagina Stato Attuale dei Campi Flegrei NON viene detto che il vulcano è a livello 1 di "attenzione", ma come sappiamo, lo leggiamo nelle faq!!! Inoltre, l'Osservatorio rimanda, come ovvio, al sito della Protezione civile per i piani di emergenza. Del resto la popolazione Pueteolana e Flegrea ne è prima testimone! Rimaniamo sempre più basiti e ci domandiamo come sia concepibile una situazione del genere!!!
Non è Nostra intenzione essere polemici o critici con gli organi preposti alla vigilanza dei vulcani ed alla Protezione civile: tuttavia ci sembra davvero gravissimo, intollerabile ed inconcepibile che per l'area flegrea non esista un piano di evacuazione per la popolazione che, ribadiamo, in caso di risveglio del vulcano NON saprebbe dove andare né come comportarsi. E parliamo di un vulcano in fase di "attenzione-livello 1" che mostra variazioni significative in tutta una serie di parametri sismici, geochimici e geofisici.
Segue elenco terremoti.
Data               ora               Mtd     Lat            Long        Profondità
2014/07/31 16:13:35.83    -0.8    40.8315    14.1387    0.92
2014/07/31 11:20:11.36    -0.8    40.8285    14.1422    0.74
2014/07/30 16:59:26.69    -0.8    40.8267    14.1432    0.45
2014/07/30 16:51:38.23    -0.5    40.8263    14.1413    0.78
2014/07/30 16:30:58.52    -0.8    40.8242    14.1423    0.6

APRILE 2014

10.4.14 L'Osservatorio Vesuviano ha pubblicato il bollettino settimanale dei Campi Flegrei (datato 8-4-14).
Come avevamo puntualmente segnalato nella news del 6 aprile e nel sismogramma relativo, in quella data si è verificata una breve sequenza sismica ai Flegrei con cinque eventi registrai dalle ore 07.10 alle ore 07.32. Proponiamo il  sismogramma già pubblicato quattro giorni fa(in rosso gli eventi catalogati dall'OV, in azzurro l'altro che pure avevamo segnalato ma che non è un terremoto), con indicazione degli altri eventi catalogati dall'O.V. Va detto che essi hanno avuto (quelli per cui è stata catalogata) una profondità intorno ai 2 km, con epicentro zona Solfatara. Dei cinque eventi solo per due è stata determinata la magnitudo (0.1 e 0.00) e la profondità. E' da notare come, per mero errore, nel bollettino, l'OV indica la sequenza come avvenuta in data 6.03.2014. Sappiamo che è avvenuta il 6.4.2014.
Inoltre è da notare, cuoriosamente, che subito dopo lo sciame del 31 marzo, tecnici dell'OV si recarono in località Pisciarelli per effettuare rilievi. Ebbene, si apprende che i sistemi di acquisizione dei dati geochimici in continuo ed automatico presenti sulla fumarola maggiore, con elevata probabilità, erano fuori uso o comunque restituivano valori errati (ci si riferisce al valore della CO2). Altra curiosità riguarda l'unica anomalìa "macroscopica" rilevata; essa  riguarderebbe il rumore generato dalla fumarola principale (in netto aumento), cui, dati alla mano, pare non sia corrisposta variazione nella pressione dei gas.
Da notare, in ogni caso, come la temperatura della fumarola principale ai Pisciarelli rimanga su valori molto elevati in un trend ben definito di continuo rialzo, così come tutti gli altri parametri osservati.

Ecco perché la situazione ai Campi Flegrei richiede massima attenzione.

Proponiamo un primo grafico storico che mostra l'andamento del sollevamento del suolo registrato a Pozzuoli (Serapeo= Tempio di Serapide) dall'anno 1905 al luglio 2009. Il grafico, che si presta ad un'agevole lettura, mostra come è in atto un fenomeno di lungo periodo di sollevamento del suolo. In esso si evidenziano le crisi sismiche cui corrispondono fenomeni di sollevamento. Il grafico non tiene conto degli incrementi registrati dal 2009 all'oggi che si possono riassumere nell'ordine di circa 18-20 cm e, quindi, di grandezza di molto inferiore rispetto alle crisi sismiche degli anni 70 ed 80 (fonte grafico: Del Gaudio et al., 2010). Tuttavia, i recenti sciami sismici (settembre 2012 e marzo 2014) potrebbero preannunciare una ripresa piu consistente dell'attività di sollevamento del suolo.

Ora, il grafico in questione va posto a confronto con quello seguente (periodo 1980 al 2014) relativo all'emissione di CO2 , generalmente associata alla presenza di magma. E' evidente che i valori di concentrazione hanno ampiamente battuto i record registrati dal 1982 ad oggi. La fase di sismicità attuale, dunque, pur essendo di intensità inferiore agli sciami degli anni 70 ed 80, con fenomeni di sollevamento del suolo più contenuti, è associata all'insorgere di concentrazione di gas magmatici in misura superiore. Senza contare l'insorgere del nuovo campo fumarolico in località Pisciarelli di cui si può leggere un'ampia analisi nel bollettino dell'Osservatorio Vesuviano di marzo 2014. 

Non è un caso che ai Campi Flegrei si è a livello di emergenza 1 (Giallo-Attenzione)(fonte grafico: Bollettino mensile marzo 2014, Osservatorio Vesuviano).

Ci limitiamo, in questa sede e per quanto è possibile comprendere, a riportare quanto emerge dai dati, senza pretesa di volerne trarre alcuna conseguenza. Lo scopo è sempre e solo quello di informare con linguaggio comprensibile a TUTTI i cittadini, siano essi addetti ai lavori o meno.

Sul punto, per chi volesse approfondire, occorre contattare, ovviamente, l'Osservatorio Vesuviano.

MARZO 2014

ATTENZIONE: SCIAME SISMICO CON BOATI AI CAMPI FLEGREI.
Uno sciame sismico di 65 terremoti è stato registrato il giorno 31-3-14 ai Campi Flegrei. Lo sciame è avvenuto tra le 22.59 e 23.22 ora locale. Avevamo pubblicato il sismogramma relativo segnalando alcuni eventi ma l'Osservatorio, oggi, ci dice che gli eventi registrati sono stati ben 65. I boati sono stati avvertiti anche dalla popolazione della zona Pisciarelli (più volte richiamata da questo sito). La profondità degli eventi è stata di circa 2km. 
Qui il 
sismogramma eventi che avevamo già pubblicato in data 31-3-2014 con evidenziazione di alcuni eventi rilevati.

Nel bollettino rilasciato dall'Osservatorio (da cui abbiamo tratto la notizia) nulla viene detto sulla geochimica, mentre non è possibile avere certezze sul sollevamento del suolo atteso che vi è un ritardo nella elaborazione dei dati.

 

Febbraio 2014

Guardate il grafico che segue. Dal 2000 è in atto un sollevamento del suolo che si accompagna a variazioni significative nella componente chimica dei gas fumarolici (in paritocolare aumento della componente CO2 ed altri). La CO2 è tipico gas che evidenzia la componente magmatica delle fumarole. Inoltre, in località Pisciarelli, sono spuntate da qualche anno alcune nuove fumarole con emissione di gas e fanghi. Vedasi video in pagina multimedia.

Si rimanda al bollettino dei vulcani campani del novembre 2013.