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DECRETO PRESIDENZIALE INGV N.200 DEL 26/04/2016 PUBBLICATO IL 28/04/2016
"PRINCIPI DELLA POLITICA DEI DATI DELL'INGV"

Video a fondo pagina

Chi ci segue sa che questa notizia è forse la più importante che diamo.
Il Gestore del presente sito lotta da un ventennio contro politiche ostruzionistiche circa la pubblicazione, libero accesso e divulgazione in tempo reale e tempestivo dei dati del monitoraggio del Vesuvio.
Finalmente INGV si decide ad uniformarsi ai principi sul libero accesso ai dati che "detiene".
E' il riconoscimento dei principi per cui lottiamo.

Ma andiamo con ordine.

Con Decreto del Presidente INGV dr. Stefano Gresta del 26/4/16, pubblicato il 28/4/2016, INGV adotta i "Principi della politica dei dati INGV" nel quale troviamo sancito il riconoscimento dei principi che abbiamo posto da sempre alla base delle Nostre battaglie.
In primo luogo si stabilisce che " L’Accesso Aperto è un principio fondamentale per l’INGV, che svolge un ruolo di rilievo nella società. In conformità a ciò, l’INGV, consapevole dei benefici dell’Accesso Aperto per la ricerca in termini di visibilità, promozione ed internazionalizzazione, ha sottoscritto il Position Statement sull’Accesso Aperto ai risultati della ricerca scientifica in Italia, nel maggio 2013, impegnandosi alla realizzazione effettiva dei principi dell’Open Access, attraverso l’adozione di una propria politica dei dati."

"L’INGV adotta la Politica dei Dati al fine, di consentire un accesso libero, aperto, pieno e tempestivo dei propri dati, rispettando i principi dell’Accesso Aperto stabiliti nella normativa nazionale e comunitaria ed in accordo con le finalità istituzionali, la struttura e l’organizzazione dell’istituto."

Per accesso aperto si intende: "Aperto (Open): il servizio è liberamente disponibile ed accessibile a chiunque, senza restrizioni;"

"Accesso    Aperto
L’INGV adotta il principio dell’Accesso Aperto ai dati di ricerca prodotti nell’ambito di attività di ricerca finanziate con fondi pubblici al fine di:
consentire un accesso libero, aperto, pieno e tempestivo dei propri dati;"

Inoltre, è fondamentale, per Noi, l'inclusione dei dati che da sempre richiediamo nei primi due livelli di categorizzazione 0-1. Si tratta di dati acquisiti da strumentazioni che non necessitano di particolare elaborazione. Dati pubblici, dati ambientali, come sappiamo. Dati per i quali deve finire l'assurdo ed illegale ostruzionismo alla loro tempestiva pubblicazione.
Leggiamo:
 
"Categorizzazione
Al fine di procedere alla definizione dei principi di appropriata gestione dei dati, l’INGV procede alla seguente categorizzazione:
Categoria Pubblicazioni: Per Pubblicazioni si intendono tutti i prodotti della ricerca pubblicati su riviste, collane o libri, seguendo le rispettive linee editoriali.
Categoria Dati di Ricerca: l’INGV categorizza i dati di ricerca in quattro Livelli distinti sulla base del loro grado di elaborazione:
• Livello 0: dati grezzi (raw data) o di base, acquisiti in modo automatico o manuale, senza alcun livello di elaborazione, esclusa, al più, una validazione di tipo automatico (esempi: forme d’onda, dati GPS, immagini non calibrate, campioni di roccia, ecc.);
• Livello 1: prodotti (data products) ottenuti da procedure automatiche o semi-automatiche (p.e., localizzazione, magnitudo, meccanismi focali dei terremoti, shakemaps, serie storiche dell’ampiezza del tremore vulcanico, dello spostamento di stazioni GPS, ecc.);

• Livello 2: prodotti (data products) ottenuti dall’attività di ricerca e comunque sulla base di procedure non automatiche (p.e., modelli crostali, mappe di strain, modelli di sorgente dei terremoti o delle deformazioni, risultati di campagne geofisiche, ecc.);
• Livello 3: prodotti integrati (integrated data products) ottenuti da analisi complesse che integrano più prodotti di Livello 2 oppure da analisi che integrano prodotti di Livello 1 o 2 di diverse tipologie e/o provenienti da diverse comunità (p.e., mappe di pericolosità, cataloghi di faglie attive, rapporti di attività vulcanica, ecc.)."

Nei primi due livelli rientrano tutti i dati che richiediamo continuamente ad INGV OV di Napoli, nonché quelli delle famose rendicontazioni. Trattasi, tra l'altro, di dati ambientali ai sensi del dlgs 195/2005 che devono essere pubblicati in modo tempestivo sui portali istituzionali degli Enti pubblici che li "detengono"!

Con riferimento alla titolarità ecco cosa dice il decreto:

"Titolarità
Al fine di bilanciare i diritti e il complesso di interessi contrapposti, l’INGV accoglie e recepisce il paradigma dell’Accesso Aperto inteso a favorire l’accesso pubblico all’informazione e alla condivisione del dato, comprimendo, se necessario le esigenze individuali a favore dell’interesse pubblico.

Per i dati di Livello 0 e 1, in considerazione della limitata proprietà intellettuale sugli stessi, l’INGV assume la titolarità piena e pertanto, il Legale rappresentante pro tempore ne gestisce il complesso dei diritti quali l’attribuzione delle Licenze, l’assegnazione degli Identificatori Persistenti e la sottoscrizione di accordi per la gestione e l’uso degli stessi."

Per quanto possiamo qui osservare senza annoiare il lettore più di tanto, in punto di diritto, l'INGV è mero "detentore" non qualificato del dato ambientale e non "titolare" del medesimo. Dissentiamo, pertanto, sul punto da quanto si legge nel decreto.

Veniamo ora alla questione "pubblicazioni".

Chi ci segue sa come non abbiamo condiviso quello che accade sul punto. Ricercatori pagati e stipendiati per fare ricerca con soldi pubblici, che ricevono indennità mensili per "oneri di ricerca" secondo i vigenti accordi sindacali, utilizzano strumentazioni acquistate con fondi pubblici, fanno trasferte pagate con fondi pubblici, per poi pubblicare, spesso (ma non sempre) su riviste internazionali e non " studi e ricerche" a pagamento. L'ultimo caso è quello sui tremori registrati al Vesuvio con lo studio del 2016 del dr. Mario La Rocca  e Galluzzo. Sapete che poi il dr. La Rocca ci ha gentilmente e celermente inviato una copia dello studio.

Il Decreto rimanda ad un Regolamento la disciplina delle Pubblicazioni, sulla quale vicenda sussistono varie problematiche.
Ecco cosa ci dice sul punto:

"Per i dati di Livello 2 e 3 l’INGV si impegna ad adottare un apposito Regolamento per l’attribuzione della paternità di uno specifico dato ad un singolo dipendente dell’INGV o gruppo di lavoro.
La titolarità delle pubblicazioni è stabilita in base alle norme vigenti ed a quelle delle riviste in cui il lavoro viene pubblicato. L'INGV riconosce come modelli editoriali quello proprietario adottato dalla maggior parte delle riviste scientifiche, in cui l’autore cede all'editore il diritto di pubblicare l’opera dell’ingegno cedendo anche il diritto del suo riutilizzo, e quello ad accesso aperto (Greenroad, Gold road) secondo cui l’autore mantiene i diritti sulla sua opera per il riconoscimento della titolarità, per una maggiore disseminazione dei risultati e per permetterne il riutilizzo."

A questo punto, per quanto possiamo osservare, la famosa Convenzione DPC-INGV 2012-2021 è illegittima nella parte in cui INGV si obbliga a Comunicare preventivamente al DPC i dati raccolti dalle reti di monitoraggio e il DPC si riserva "la facoltà di considerare riservati alcuni documenti ed elaborati e di stabilire le modalità e i tempi di eventuale pubblicizzazione". Qui il Nostro speciale sulla Convenzione.

Ma ora, chi è giunto alla fine dell'articolo, potrà godersi questo video che possiamo assumere a simbolo della nostra lotta. Ascoltando cosa viene detto, molti capiranno perché nel 1999 nasceva il Nostro primo sito Vesuvio2000 su piattaforma digilander.iol e il perché delle Nostre battaglie.

Anno 1999. Dopo le crisi del 1995-96, il Vesuvio mostrò segni di risveglio con una crisi sismica che non ha precedenti da quando esistono le strumentazioni di rilevamento. L'anomalìa riguardò anche la geochimica delle fumarole e temperatura di alcuni pozzi, come ora sappiamo e ci viene detto. Nella rubrica Amarcord troverete materiale al riguardo.
Sin dalla fine 96 ci eravamo interessati al rischio Vesuvio. Eravamo acerbi e non preparati e consapevoli come lo siamo oggi. I contrasti con la dr.ssa Lucia Civetta, allora Direttrice dell'Osservatorio Vesuviano, erano forti.


Torniamo al video.
Siamo a pochi giorni dal clamoroso terremoto di mtd 3.6
(ma secondo altre formule 3.7-4.1)
registrato al Vesuvio il 9/10/1999, in una trasmissione televisiva andata in onda su Telenapoli34 in tarda ora, ma che Noi registrammo, ecco cosa diceva l'allora Direttrice all'allora Capo del Dipartimento di Fisica e Vulcanologìa della Federico II di Napoli, nonché ex Direttore dell'Osservatorio,  a proposito della divulgazione dati della crisi in atto:
"se li richiede e se spiega anche a che cosa servono. "

La Federico II di Napoli, nella persona del Direttore del Dipartimento di Fisica e Vulcanologìa, doveva elemosinare al Direttore dell'Osservatorio Vesuviano i dati della crisi in atto al Vesuvio.
E notate la fortissima preoccupazione del prof. Giuseppe Luongo.

Vi lascio al video disponibile sul Nostro canale Youtube.





Ora noi speriamo che alle parole seguano i fatti. Il decreto di cui via abbiamo dato conto è stato inviato anche a tutti i direttori di sezione e, dunque, anche al Commissario dr. Macello Martini.

E' comunque, per Noi, un importantissimo traguardo che apre nuovi scenari.

Un saluto a tutti.
Boscoreale, 01/05/2016
Avv. Giuseppe D'Aniello
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